Quali
sono i costi che maggiormente influiscono sul vostro business? E le maggiori
spese? Quali sono? L’azienda compera quello che serve o quello che viene
proposto? E compera al meglio? Esistono forme alternative di acquisto?
L’azienda ha sprechi nell’utilizzo delle materie prime e nella manodopera? Se
si, dove? E che dimensioni assume questo spreco?
In un mercato in cui la torta
si restringe, a causa della crisi economica ma anche delle continue misure fiscali che concorrono ad inasprire le contrazioni dei mercati, risultano fondamentali, per l’incremento dei flussi di cassa o anche per la semplice sopravvivenza dell'azienda:
a) l’analisi ed ottimizzazione dei costi legati all’area “no core”
· identificazione
delle categorie di spesa più significative (analisi ABC in base agli importi);
· analisi
a mezzo apposite metodologie di queste spese non direttamente connesse al
business (normalmente non ben monitorate e revisionate
dall’Imprenditore/Manager);
·
individuazione
di scelte di risparmio ed ottimizzazione.
b) il miglioramento
applicato ai costi direttamente collegati al proprio business (materie prime e
semilavorati, manodopera).
In questo caso, gli elementi da
controllare per una seria attività di prevenzione di costi della “non qualità”,
che il mercato non desidera pagare, sono i seguenti:
-
Materie prime e semilavorati;
o procedure di acquisto (modalità seguite per i
processi di approvvigionamento);
o
trasporto
e Movimentaziono
o
stoccaggio
o
standard fisici (di utilizzo in produzione) e
tasso scarti
- Lavoro:
o
costi di Overheads (eccesso di manodopera
rispetto al fabbisogno medio in situazione di riduzione dei fatturati);
o
incremento di produzione per unità di lavoro investita
nel prodotto (produttività).
Le procedure suddette (denominate
di cost reduction) si implementano
in azienda dopo che la spinta all’innovazione arriva, in buona sostanza dai 3 seguenti
fattori:
- processi di miglioramento continuo (spinta interna all’azienda);
- breakthrough tecnologici (spinta esogena);
- benchmarking con i principali competitor.
Le procedure suddette richiedono
di fissare degli obiettivi, sviluppare un programma di riduzione costi che permetta
di conseguire tali obiettivi, controllare con un budget il risultato in termini
di ROI (ritorno degli investimenti), operare secondo i programmi prestabiliti,
misurare i risultati ottenuti ed eventualmente far ripartire il processo dalla
fase iniziale alla ricerca di un continuo miglioramento (plan, do, check, act).
Le procedure da applicare, ovviamente,
richiedono di perseguire tutte le strade possibili, tra esse abbiamo anche le
ipotesi di outsourcing di talune
fasi del lavoro e (in alcuni casi) anche di delocalizzazione; non necessariamente però i miglioramenti in
quest’area passano attraverso la riduzione dell’organico aziendale. E’ comunque
vero, per il fattore umano, che sempre dovremo domandarci se i dipendenti
§
stanno facendo quello per cui sono specializzati
o sono sottoutilizzati,
§
aggiungono valore con il proprio lavoro ai
processi aziendali
§
rendono secondo le proprie possibilità e secondo
i propri costi
Quest’analisi riguarderà anche la rete vendita, per essa
dovremo chiederci se:
§
è sotto controllo in termini di efficienza ed
efficacia,
§
la struttura è adeguata alle esigenze di mercato
o si possono creare strutture più adeguate,
§
è possibile ricercare nuovi mercati.
Una volta effettuate tutte queste
analisi, si è in grado di poter affermare SE la soluzione in essere è ottimale
o SE non sia il caso di adottare differenti soluzioni (tra le quali vi potrebbero
anche essere le opzioni del taglio di parte dell’organico, del ricorso alla
cassa integrazione, dell’eliminazione di alcuni rappresentati con relativo
taglio di alcune zone servite, ma anche il suo incremento/ampliamento).
I vantaggi di una tale attività,
essenzialmente sono:
§
l’incremento dei profitti, con conseguente
§
miglioramento
della situazione finanziaria, nonché
§
il recupero della capacità competitive sui
mercati di sbocco.
Un rapido esempio dei vantaggi
conseguenti a questa modalità di intervento è di seguito esposta:
risultati in
termini di incremento di produttività e riduzione delle dispersioni di tempo
per errori di
alimentazione della catena produttiva
INDICATORE
|
DA (2009)
|
A (2012)
|
DELTA
|
Produttività
|
82%
|
93%
|
+11%
|
Ore
Interruzioni di Linea
|
424 ore
|
62 ore
|
- 85,34%
|
Nessun commento:
Posta un commento